Responsabilità Sociale d'Impresa · Caso Aziendale
Oltre 125 anni di eccellenza italiana nel pomodoro trasformato: qualità superiore, filiera controllata e impegno strutturato verso la sostenibilità ambientale e sociale.
Sezione 01
Mutti è il principale produttore italiano di derivati del pomodoro, con sede a Montechiarugolo (Parma). Fondata nel 1899 dai fratelli Marcellino e Callisto Mutti, è una delle poche grandi realtà del food italiano rimaste saldamente a conduzione familiare, oggi alla quinta generazione con Francesco Mutti come CEO.
"Portare il pomodoro alla sua massima espressione."
Da oltre 125 anni Mutti lavora per conservare la preziosità del pomodoro, dal campo alla tavola. La missione si esprime in un patto di qualità costantemente rinnovato con i consumatori: solo pomodoro italiano, lavorato al meglio.
Diventare il riferimento globale per il pomodoro trasformato di qualità superiore, mantenendo l'identità italiana. Si traduce in:
Mutti opera con un modello verticalmente integrato: controlla l'intera filiera dal campo allo scaffale. Due stabilimenti produttivi: Montechiarugolo (PR) — storico quartier generale — e Fiordagosto, Oliveto Citra (SA) — aperto nel 2013 per valorizzare il pomodoro del Sud.
Le tappe fondamentali di oltre un secolo di storia.
Marcellino e Callisto Mutti fondano la Fratelli Mutti nel territorio parmense.
Ugo Mutti costruisce il primo impianto per la produzione di estratto con cottura sottovuoto. Nasce la "Conserva Nera".
Depositato il logo con i due leoni affrontati. Primo riconoscimento all'Esposizione Internazionale.
Mutti lancia il concentrato nel tubetto di alluminio con tappo-ditale: un'assoluta novità per il settore, immediatamente iconica nelle cucine italiane.
Ugo Mutti inventa la prima polpa di pomodoro al mondo in finissimi pezzi, con un processo innovativo a freddo che preserva il gusto fresco.
La quinta generazione prende le redini. Avvia la riorganizzazione commerciale e la conquista dei mercati internazionali. Gault&Millau premia la polpa come miglior d'Europa.
Inizio della collaborazione strutturata per misurare e ridurre water footprint e carbon footprint. Nasce il modello di sostenibilità.
Apertura a Oliveto Citra (SA) per valorizzare le eccellenze del pomodoro del Sud Italia.
Mutti pubblica il Bilancio di Sostenibilità annuale e formalizza i quattro pilastri: Acqua, Terra, Aria, Sole.
Sezione 02
Mutti S.p.A. è una società per azioni a conduzione familiare, giunta alla quinta generazione. L'azienda combina governance familiare con strutture manageriali moderne, mantenendo sede e cuore produttivo nel territorio parmense.
Consiglio di Amministrazione a guida familiare con CEO Francesco Mutti dal 1994. Sede legale e produttiva: Montechiarugolo (PR). Secondo stabilimento: Oliveto Citra (SA). Adottati: Codice Etico, Modello 231, canale Whistleblowing.
Rete selezionata di agricoltori partner in tutta Italia (Emilia-Romagna, Puglia, Basilicata, Campania, Toscana, Sicilia). Ogni conferitore rispetta i disciplinari Check Fruit (dal 1999) e il divieto di OGM (dal 2001).
Presenza commerciale in oltre 40 paesi, con forza particolare in Francia, Germania, UK e Scandinavia. Riconosciuto da Gault&Millau (1994) come miglior polpa d'Europa. Linea Mutti Professional per ristoranti e catering.
Sezione 03
Mutti ha trasformato il suo rapporto con il territorio da pratiche spontanee a una strategia ESG strutturata, basata su quattro pilastri naturali. Il percorso è documentato nel Bilancio di Sostenibilità pubblicato ogni anno (archivi dal 2020 al 2024).
"Nelle nostre scatolette di pomodoro voglio che ci siano dosi aggiuntive di intelligenza."
— Francesco Mutti, CEO
Ripristino degli ecosistemi acquatici. Riduzione del water footprint di filiera. Riqualificazione dei corsi d'acqua attorno agli stabilimenti.
Pratiche colturali che arricchiscono la sostanza organica del suolo. Piantumazione di alberi. Ricostituzione di habitat naturali e biodiversità.
Riduzione delle emissioni agricole e industriali. Logistica più sostenibile. Tecniche di coltivazione a minore impatto emissivo.
Energia rinnovabile per gli stabilimenti. Impianti fotovoltaici a Montechiarugolo e Fiordagosto, senza conflitto con la produzione alimentare.
| Progetto | Area | Descrizione e risultati |
|---|---|---|
| Partnership WWF Italia | Ambiente | Dal 2010. Misurazione e riduzione di water e carbon footprint di prodotto e filiera. Approccio multi-stakeholder (azienda, WWF, Università). Risparmio: 1 mld litri acqua e 20.000 t CO₂ evitate. |
| Mille Querce / Bosco Diffuso | Biodiversità | Messa a dimora di 1.100 piante (50.000 m²) in quattro zone del parmense. Il Bosco Diffuso è aperto ai consumatori che possono "lasciare la propria traccia". Obiettivo: 10.000 piante. |
| Pomodorino d'Oro | Filiera | Dal 2000: premio annuale in denaro ai migliori agricoltori in base alla qualità del pomodoro. Incentiva qualità, pratiche sostenibili e rafforza il rapporto fiduciario azienda–produttore. |
| Fotovoltaico a Fiordagosto | Energia | Impianti fotovoltaici progettati per soddisfare il fabbisogno dello stabilimento senza sottrarre superfici alla produzione alimentare. Parte dell'obiettivo di autosufficienza energetica rinnovabile. |
| "La Casa delle Rondini" | Cultura ambientale | Un anno di osservazione naturalistica attorno allo stabilimento di Montechiarugolo. Risultato: un taccuino naturalistico pubblicato da Mutti, documento del legame tra produzione industriale e natura. |
| Progetto Horta | Filiera · Formazione | Collaborazione con Horta per diffondere tecniche di agricoltura integrata tra i produttori partner. Riduzione dell'uso di fitofarmaci e supporto scientifico alla filiera agricola. |
Mutti pubblica ogni anno un Bilancio di Sostenibilità completo con indicatori ESG (Environmental, Social, Governance). Gli archivi coprono dal 2020 al 2024. Il modello integra: consumo di acqua ed energia, emissioni atmosferiche, gestione rifiuti, impatto sul suolo, sicurezza nei luoghi di lavoro e coinvolgimento degli stakeholder. La rendicontazione è sviluppata in collaborazione con WWF Italia e Università Sant'Anna di Pisa.
Conclusioni
Mutti S.p.A. rappresenta un raro esempio di azienda italiana capace di coniugare tradizione e innovazione, profitto e sostenibilità, identità locale e proiezione globale. La sua RSI non è un'aggiunta di marketing: è integrata nel DNA aziendale fin dalle origini.
Il percorso di sostenibilità strutturata — avviato con il WWF nel 2010 e formalizzato nel Bilancio di Sostenibilità annuale — dimostra una volontà autentica di misurare e migliorare l'impatto. La collaborazione multi-stakeholder (WWF, Università Sant'Anna di Pisa, Horta, Regeneration Society) conferisce credibilità scientifica al percorso.
Le radici sono profonde: Giovanni Mutti (1804–1894) sperimentava già la rotazione delle colture, anticipando di decenni le pratiche dell'agricoltura biologica moderna. La sostenibilità, per Mutti, non è una scelta del presente — è una continuità storica.